Estate in sicurezza: la ASL Roma 2 richiama l'attenzione sui potenziali rischi delle maschere integrali nei bambini

Con l'arrivo della stagione estiva e l'aumento delle attività balneari, la ASL Roma 2 promuove una campagna di sensibilizzazione rivolta a genitori e caregiver sull'utilizzo delle maschere integrali da snorkeling nei bambini, richiamando l'attenzione sui possibili rischi per la sicurezza.

Le evidenze scientifiche disponibili evidenziano che alcuni modelli di maschere integrali possono favorire il fenomeno del rebreathing, ovvero la reinalazione di anidride carbonica (CO₂). Questa condizione può determinare una progressiva riduzione dell'ossigenazione e provocare sintomi inizialmente poco evidenti quali vertigini, sonnolenza e confusione, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a perdita di coscienza e conseguente rischio di annegamento.

Ulteriori criticità riguardano la difficoltà di rimuovere rapidamente la maschera in situazioni di emergenza, soprattutto nei bambini più piccoli. Per questo motivo l'utilizzo delle maschere integrali è sconsigliato nei bambini sotto i sei anni e nei bambini con peso inferiore ai 25-30 chilogrammi.

La ASL Roma 2 invita le famiglie ad adottare alcune semplici ma fondamentali precauzioni:

  • privilegiare i sistemi tradizionali composti da maschera e boccaglio;
  • garantire sempre una supervisione continua e ravvicinata da parte di un adulto durante le attività in acqua;
  • interrompere immediatamente l'utilizzo della maschera alla comparsa di sintomi quali stanchezza, sonnolenza, vertigini o difficoltà respiratorie.

"La prevenzione passa anche attraverso una corretta informazione. Una scelta consapevole delle attrezzature e la costante vigilanza degli adulti rappresentano strumenti essenziali per vivere il mare in sicurezza e proteggere la salute dei più piccoli."

La campagna informativa rientra nelle iniziative di promozione della salute della ASL Roma 2 finalizzate a diffondere comportamenti sicuri durante il periodo estivo e a prevenire gli incidenti in età pediatrica.

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Trasferimenti UOS Disabili adulti 6 distretto

Si rende noto che entro il mese di giugno avrà luogo il trasferimento del servizio della UOS Disabili adulti del 6 distretto dalla sede attuale di via Cambellotti alla Casa della Comunità Torrenbova in via della Tenuta di Torrenova, 138.

Il nuovo ufficio sarà ubicato al 1 piano

 

Impianto ascensore Casa della Comunità Tuscolano (via Monza, 2)

Si fa presente che, per rinnovo impianto, l'ascensore della Casa della Comunità Tuscolano, in via Monza, 2, sarà fuori servizio a partire dalle ore 14 del 10 luglio. Il riavvio dell'impianto è previsto per il giorno 15 luglio 2026.

Magistratura e salute mentale, il dialogo necessario

La salute mentale entra nel cuore del confronto istituzionale quando giustizia, sanità e competenze tecniche scelgono di parlare un linguaggio comune.

corteappello amatoLa giornata di studio dedicata al dialogo tra Magistratura e Servizi di Salute Mentale ha rappresentato un passaggio significativo nel percorso di costruzione di strumenti operativi condivisi. Al centro dell’incontro, il lavoro svolto da un gruppo integrato composto da operatori dei Servizi di Salute Mentale delle ASL Roma 1, ASL Roma 2 e ASL Roma 3, magistrati e periti, chiamati a confrontarsi sulle principali problematiche che attraversano, con responsabilità diverse e complementari, l’ambito giudiziario e quello sanitario.

In questo scenario, la partecipazione del Direttore Generale della ASL Roma 2, ha assunto una particolare valenza istituzionale attraverso il suo intervento inserito nella Sintesi Ragionata del documento di proposta elaborato dal gruppo di lavoro. Il Direttore ha richiamato l’importanza di una collaborazione stabile, concreta e riconoscibile tra i diversi soggetti coinvolti. Una collaborazione che non può esaurirsi nel confronto episodico, ma deve tradursi in procedure chiare, linee operative condivise e responsabilità ben definite.

L’incontro ha preso avvio con i saluti introduttivi, seguiti dalla relazione della Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma, Marina Finiti, dedicata alla questione delle REMS. Il tema è stato affrontato nei suoi aspetti normativi, organizzativi e operativi, mettendo in evidenza la complessità di un sistema che richiede equilibrio tra tutela della salute, esigenze di sicurezza, decisioni dell’autorità giudiziaria e capacità di risposta dei servizi territoriali.

La presentazione del documento messo a punto dal gruppo di lavoro integrato è stata affidata a Stefano Milano, Direttore della UOC Salute Mentale Distretto VIII del DSM della ASL Roma 2. Il documento nasce con l’obiettivo di offrire una possibile base di protocollo sulle questioni più rilevanti che riguardano Magistratura, Servizi di Salute Mentale e periti. La prospettiva è quella di rafforzare un dialogo effettivo, capace di trasformare il confronto professionale in un metodo operativo condiviso.

Il contributo del dott. Francesco Amato si inserisce proprio in questa direzione. La ASL Roma 2, nelle parole del Direttore, ha ribadito il valore di un modello fondato sull’integrazione tra istituzioni. La salute mentale, soprattutto quando incontra il campo giudiziario, richiede risposte tempestive, coordinate e coerenti. Ogni passaggio deve tenere insieme la centralità della persona, la competenza clinica, il rispetto delle decisioni della Magistratura e la sostenibilità organizzativa dei servizi.

La giornata ha previsto anche un quadro aggiornato sulla situazione delle tre ASL del Lazio, presentato da Antonia Tarantino, Coordinatore PUR Regione Lazio. Un momento utile per leggere i bisogni dei territori, le criticità operative e le condizioni necessarie per rendere più fluido il rapporto tra percorsi sanitari, misure giudiziarie e presa in carico delle persone interessate.

La tavola rotonda, coordinata da Chiara Gallo, Giudice del Tribunale di Sorveglianza di Roma, ha ampliato il confronto con il contributo di magistrati, avvocati, rappresentanti istituzionali, specialisti e professionisti della salute mentale. Gli interventi hanno permesso di analizzare la bozza di protocollo da più punti di vista, valorizzando la pluralità delle competenze coinvolte e la necessità di strumenti realmente applicabili nella pratica quotidiana.

Il direttore generale Francesco Amato richiama il valore della medicina territoriale e la sfida del DM 77 al congresso del Sindacato dei Medici Italiani

La conclusione del congresso del Sindacato Medici Italiani è stata l'occasione per analizzare la nuova riforma territoriale della Sanità. La presenza del direttore Generale della ASL Roma 2, ha rappresentato un momento di forte rilievo istituzionale, nel quadro di un confronto dedicato al futuro della medicina di prossimità nel Lazio.

Nel suo intervento, il direttore generale ha richiamato con chiarezza la sfida aperta dal DM 77/2022, provvedimento che ridisegna l’organizzazione dell’assistenza territoriale e impone a tutte le aziende sanitarie una visione nuova, più integrata e vicina ai cittadini. Ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare il rapporto tra servizi aziendali, medicina generale e specialistica, valorizzando una collaborazione già consolidata nel territorio della ASL Roma 2.

Ai lavori di chiusura ha preso parte il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha confermato la disponibilità al confronto istituzionale, sia in ambito regionale sia nazionale, ribadendo la centralità della medicina territoriale, mentre il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, ha sottolineato l’importanza di equipe territoriali realmente operative, composte da medici e specialisti.

Il congresso dello SMI Lazio ha segnato anche il rinnovo degli organismi regionali del sindacato, con l’elezione della dott.ssa Cristina Patrizi a presidente regionale, di Marina Pace a nuovo segretario regionale e di Claudia Felici a vice segretario regionale vicario. Un passaggio nel segno della continuità, ma anche dell’apertura alle componenti più giovani della professione medica.

Nel dibattito sono intervenuti anche l’assessore regionale Massimiliano Maselli e Pina Onotri, segretario generale dello SMI, che ha richiamato la necessità di tutelare i professionisti per salvaguardare il Servizio sanitario nazionale e il diritto alla cura. Oltre cento delegati provenienti da tutto il Lazio hanno partecipato alla giornata congressuale, confermando il ruolo dello SMI come interlocutore rappresentativo nel confronto con le istituzioni.