La ASL Roma 2 al Senato sul futuro del SSN

Il Direttore Generale, dott. Francesco Amato, interviene sul Disegno di Legge A.S. 1825 e richiama la necessità di una sanità fondata su continuità assistenziale, integrazione ospedale territorio e presa in carico della cronicità

20260512 Amato SenatoLa ASL Roma 2 ha portato al Senato della Repubblica il proprio contributo istituzionale nell’ambito del confronto sul Disegno di Legge A.S. 1825, relativo alla riorganizzazione e al potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e alla revisione del modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale. Il provvedimento, presentato il 3 marzo 2026, delega il Governo ad adottare misure per rafforzare l’integrazione tra reti assistenziali, assistenza territoriale e ospedaliera.

Nel suo intervento, il Direttore Generale della ASL Roma 2, dott. Francesco Amato, ha sottolineato come la sfida attuale della sanità pubblica riguardi la capacità del Servizio Sanitario Nazionale di evolvere senza smarrire i principi fondativi di universalità, equità e solidarietà.

Al centro della riflessione è stata posta la necessità di superare una sanità organizzata per singole strutture, orientandola verso un modello fondato sui percorsi di cura. Una trasformazione indispensabile per rispondere ai bisogni dei pazienti cronici, fragili e con comorbilità, che richiedono continuità clinica, responsabilità organizzativa e integrazione tra ospedale, territorio, medicina generale, assistenza domiciliare, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali.

Il Direttore Generale ha evidenziato il valore del DM 77 del 2022, che ha introdotto una nuova architettura dell’assistenza territoriale attraverso Case della Comunità, Ospedali di Comunità, COT e rafforzamento dell’assistenza domiciliare.

La realizzazione delle strutture, ha osservato, deve essere accompagnata da processi operativi condivisi, affinché il territorio diventi luogo effettivo di presa in carico e non semplice somma di prestazioni specialistiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alle cure palliative, indicate come paradigma avanzato dell’integrazione ospedale territorio. La medicina palliativa moderna, nella visione espressa, deve essere intesa come funzione clinico organizzativa trasversale, capace di intervenire precocemente nei percorsi di cura, sostenere il paziente e la famiglia, contribuire alle decisioni complesse e accompagnare la transizione verso domicilio, hospice o altri setting assistenziali.

La ASL Roma 2 conferma il proprio impegno nel promuovere una sanità pubblica capace di accompagnare la persona lungo tutto il percorso di malattia, rafforzando la continuità assistenziale, la governance dei processi, la misurazione degli esiti e l’integrazione multiprofessionale.

La sanità pubblica in Italia: quali Prospettive?

Nell’Aula Stefanini del Policlinico Umberto I, la Società Roma di Chirurgia ha acceso un confronto di alto profilo sulla sanità italiana

20260506 congresso sapienzaLa giornata, moderata da Gigi Marzullo, ha riunito voci centrali del mondo sanitario, accademico, istituzionale e civico. Sono intervenuti il prof. Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica, il dott. Alessio Nardini, direttore generale del Ministero della Salute, il dott. Francesco Amato, direttore generale della ASL Roma 2, il dott. Daniele Piacentini, direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli, il prof. Domenico Alvaro, preside della facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università La Sapienza, il dott. Guido Tirelli, consigliere nazionale ANAAO, e il dott. Elio Rosati, di Cittadinanzattiva.

Il convegno ha affrontato la fotografia attuale della sanità pubblica e privata in Italia, partendo da un excursus storico sulla nascita del Servizio Sanitario Nazionale. Da quel passaggio fondativo, che ha consegnato al Paese un modello universalistico, il dibattito si è allargato alle comparazioni con gli altri Stati europei, mostrando differenze, punti di forza e fragilità di un sistema chiamato oggi a rinnovare la propria capacità di risposta.

Al centro degli interventi sono emerse le criticità organizzative, la pressione sulle risorse umane in prima linea e il ruolo delle istituzioni centrali, economiche e sanitarie. Il tema non ha riguardato soltanto la disponibilità di fondi, ma la capacità di usarli dentro una visione coerente, capace di collegare ospedali, territorio, professionisti, cittadini e decisori pubblici.

La parola chiave condivisa nella giornata è stata responsabilità. Un passaggio culturale netto rispetto al solo concetto di sostenibilità, spesso evocato per misurare costi, limiti e compatibilità.

Responsabilità significa chiamare in causa ogni attore del sistema, dal singolo operatore sanitario alle strutture pubbliche e private, dalle università alle istituzioni, fino ai cittadini.

Nel suo intervento, il dott. Francesco Amato ha difeso con chiarezza il modello universalistico del Servizio Sanitario Nazionale. Per il direttore generale della ASL Roma 2, le riforme avviate con il DM 70 e il DM 77 rappresentano un passaggio decisivo per superare una sanità centrata esclusivamente sulla cura e costruire un modello fondato sulla presa in carico del paziente cronico.

Il Direttore ha indicato nell’innovazione organizzativa il vero banco di prova della trasformazione. La tecnologia resta una leva importante, ma da sola non basta a modificare i percorsi se non cambia il modo in cui il sistema intercetta, accompagna e segue il paziente. La sfida riguarda la capacità di rendere il territorio un luogo realmente attivo, integrato e riconoscibile.

La preoccupazione principale, ha sottolineato, non riguarda soltanto le risorse per le assunzioni. Il rischio più rilevante è che le nuove strutture territoriali non adottino il nuovo paradigma. Case della comunità, centrali operative e servizi di prossimità possono diventare strumenti decisivi solo se abitati da procedure, competenze e relazioni coerenti con la presa in carico.

Da una sperimentazione in corso nella ASL Roma 2 emerge un dato significativo. La criticità maggiore riguarda la mancata consapevolezza del paziente di essere seguito dal sistema. Quando il cittadino non percepisce questa continuità, continua a rivolgersi impropriamente al CUP e al pronto soccorso, alimentando accessi evitabili e sovraccarichi ormai strutturali.

Il successo della riforma, ha concluso Amato, si misurerà proprio sulla riduzione di questi accessi. È lì che la responsabilità diventa risultato concreto, perché un sistema funziona davvero quando il paziente trova risposte prima dell’emergenza, dentro una rete capace di riconoscerlo, orientarlo e accompagnarlo.

Avviso pubblico per l'accesso al contributo economico per l'acquisto della parrucca in favore di persone affette da alopecia a seguito di terapie oncologiche o a causa di patologie mediche

È stato pubblicato il bando per l'accesso al contributo economico per l'acquisto della parrucca in favore di persone affette da alopecia a seguito di terapie oncologiche o a causa di patologie mediche.

Il bando è disponibile all’interno della sezione “Servizi” del sito istituzionale.

📅 Scadenza per la presentazione delle domande: 30 giugno 2026

Avviso pubblico per gli interventi a sostegno dei cittadini residenti nel Lazio affetti da patologie oncologiche

È stato pubblicato il bando per gli interventi a sostegno dei cittadini residenti nel Lazio affetti da patologie oncologiche e in lista di attesa per trapianto di organi solidi o di midollo.

Il bando è disponibile all’interno della sezione “Servizi” del sito istituzionale.

📅 Scadenza per la presentazione delle domande: 31 luglio 2026

La Casa della Comunità Hub Tuscolano di Via Monza diventa il nuovo centro di riferimento sanitario territoriale per il quadrante Tuscolano

Nell’ambito del percorso di riorganizzazione e potenziamento della sanità territoriale, la ASL Roma 2, ha consolidato la propria rete di prossimità attraverso l’attivazione della Casa della Comunità Hub Tuscolano, in Via Monza n. 2, destinata a diventare il principale punto di riferimento sanitario e amministrativo per i cittadini del territorio.


La nuova struttura accoglie le attività sanitarie e di supporto precedentemente ospitate presso la struttura di Via Apulia n. 5, trasferendole a poche centinaia di metri di distanza, nella stessa area urbana, in una sede storica resa più moderna, funzionale e accessibile. Si tratta di una scelta organizzativa orientata a garantire maggiore qualità nell’accoglienza, più efficienza nei percorsi di cura e una più ampia integrazione tra assistenza sanitaria, servizi amministrativi e presa in carico territoriale.

La Casa della Comunità di Via Monza nasce come struttura Hub, cioè il livello più elevato di organizzazione e offerta previsto per le Case della Comunità. L’edificio dispone di spazi più ampi ed adeguati alle esigenze dell’utenza. Gli ambienti sono stati pensati per favorire percorsi più ordinati, tempi di accesso più funzionali e una migliore fruibilità dei servizi, in coerenza con gli standard di accreditamento e con il rafforzamento della medicina territoriale.

Il trasferimento delle attività da Via Apulia a Via Monza consente di superare limiti logistici e strutturali che nella precedente sede rendevano impossibile concentrare un’offerta così estesa. La nuova Casa della Comunità permette infatti di accorpare, in un unico presidio e nella stessa zona di riferimento, prestazioni sanitarie, servizi di orientamento, funzioni amministrative e percorsi dedicati alle persone più fragili.
Tra i benefici più rilevanti vi è la presenza di un parcheggio interno riservato alle persone con disabilità, elemento essenziale per rendere più semplice l’accesso alla struttura da parte degli utenti con maggiori difficoltà di mobilità. La sede è inoltre facilmente raggiungibile con il trasporto pubblico, grazie alla vicinanza alle linee metropolitane A e C, fermata San Giovanni, collocazione che rafforza il ruolo strategico della struttura nel quadrante Tuscolano.

La Casa della Comunità Hub Tuscolano offre un modello integrato di assistenza, capace di accompagnare il cittadino in diverse fasi del bisogno sanitario. Accanto alle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche di primo livello, sono presenti servizi fondamentali come il Punto Unico di Accesso Integrato, il Centro Prelievi, la Continuità Assistenziale H24, la Medicina dello Sport, le Cure Primarie con equipe multiprofessionali e multidisciplinari, l’assistenza infermieristica, l’ambulatorio infermieristico e l’assistenza domiciliare.

Particolare rilievo assume anche il ruolo degli sportelli polifunzionali, che consentono ai cittadini di svolgere in un’unica sede operazioni amministrative essenziali come prenotazioni, scelta e revoca del medico, ritiro referti, gestione delle esenzioni, richiesta dell’emissione della tessera TEAM in caso di scadenza o smarrimento e pagamento delle prestazioni tramite cassa. Questa concentrazione di funzioni rappresenta un vantaggio concreto per l’utenza, perché riduce gli spostamenti, semplifica i percorsi e rende più immediata la relazione con il servizio sanitario.

La nuova struttura integra inoltre attività specialistiche e diagnostiche in ambiti quali ortopedia, oculistica, geriatria, cardiologia, angiologia, endocrinologia, neurologia, otorinolaringoiatria, urologia, ginecologia e ostetricia, con prestazioni ecografiche, Holter cardiaco e pressorio, screening del colon retto e servizi radiologici ecografici. A queste si aggiungono le attività già presenti nell’edificio, tra cui prevenzione e promozione della salute, Disabile Adulto, Percorso Aiuto Donna, Centro Vaccinale, Centro Salute Mentale, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Consultorio familiare, un centro sanitario territoriale di riferimento in grado di coniugare assistenza, accessibilità, integrazione dei servizi e attenzione alle fragilità, nel segno di una sanità pubblica più prossima, moderna e organizzata.