Ro.Mens in Vaticano: donato al Papa il gioco della Salute Mentale contro lo stigma

Il Direttore Generale della ASL Roma 2 Francesco Amato ha consegnato a Papa Leone XIV “Il Gioco Educativo della Salute Mentale”, simbolo dell’impegno contro pregiudizio ed esclusione

DG LeoneXIV romens2026 resUn gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, porta RO.MENS nel cuore del Vaticano e rinnova un messaggio di inclusione, dignità e rispetto della persona. Nella settimana dedicata alla quinta edizione di RO.MENS, il Festival della Salute Mentale promosso dalla ASL Roma 2, il Direttore Generale Francesco Amato ha consegnato a Papa Leone XIV “Il Gioco Educativo della Salute Mentale”, progetto pensato per affrontare in modo accessibile e partecipato i temi dello stigma e del pregiudizio.

La consegna è avvenuta nel corso dell’udienza con il Santo Padre e rappresenta uno dei momenti più significativi di una settimana che vede la salute mentale al centro di incontri, dibattiti, convegni, iniziative sportive, appuntamenti artistici e occasioni di confronto con cittadini, professionisti e istituzioni.

“Il Gioco Educativo della Salute Mentale” nasce con una finalità precisa, trasformare il gioco in uno strumento di conoscenza. Attraverso domande, situazioni e percorsi educativi, invita a riconoscere e superare gli stereotipi che ancora condizionano il modo in cui la società guarda alla sofferenza psichica e alle persone che la vivono.

Portarlo in Vaticano significa affidare questo messaggio a un luogo dal profondo valore universale. La salute mentale diventa così non soltanto un tema sanitario, ma una questione che riguarda la dignità umana, le relazioni, la capacità di accogliere e il modo in cui una comunità sceglie di confrontarsi con la fragilità. L’incontro con Papa Leone XIV assume inoltre un significato ancora più intenso nel percorso avviato negli anni dalla ASL Roma 2. La presenza in Vaticano rinnova infatti un legame già segnato dalla precedente consegna a Papa Francesco di un mosaico raffigurante Franco Basaglia, figura simbolo del cambiamento culturale che ha restituito centralità alla persona nella cura della salute mentale.

Due momenti diversi, legati da uno stesso filo. Prima il volto di Basaglia, oggi un gioco educativo. Due linguaggi differenti per raccontare lo stesso principio, quello secondo cui la salute mentale non può essere separata dall’inclusione, dalla libertà, dal rispetto e dalla partecipazione. Il passaggio tra i due Pontefici attribuisce così alla nuova consegna un valore di continuità particolarmente significativo. Un messaggio condiviso nel tempo, che supera le persone e diventa patrimonio di un percorso culturale e istituzionale volto a ridurre le distanze e a contrastare ogni forma di emarginazione.

È anche questo lo spirito di RO.MENS, arrivato alla sua quinta edizione e costruito intorno alla convinzione che lo stigma possa essere combattuto soltanto moltiplicando le occasioni di conoscenza. La scienza, lo sport, l’arte, la comunicazione e oggi anche il gioco diventano strumenti diversi di una stessa battaglia culturale.

La consegna de “Il Gioco Educativo della Salute Mentale” a Papa Leone XIV porta dunque con sé il valore di un impegno che la ASL Roma 2 rinnova ogni giorno. Un impegno che esce dagli ambulatori e dai servizi sanitari per entrare nella società, perché prendersi cura della salute mentale significa anche costruire comunità capaci di comprendere prima di giudicare e di accogliere prima di escludere.

RO.MENS, “Le parole sono parte della cura”. Confronto tra istituzioni ed esperti della comunicazione

All’Istituto Superiore di Sanità il convegno dedicato a salute mentale, stigma e comunicazione. Al centro dell’incontro i dati dell’Osservatorio di Pavia sul racconto del disagio psichico nei media e sui social

ISS 1Le parole possono avvicinare alla cura oppure alimentare distanza e pregiudizio. Da questa consapevolezza prende avvio la V edizione di RO.MENS, Festival della salute mentale per l’inclusione sociale contro il pregiudizio, con il convegno “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole”, ospitato dall’Istituto Superiore di Sanità.

L’incontro è organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2, Rai Per la Sostenibilità ESG e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Ad aprire i lavori, insieme al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone, al Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli e al consigliere di amministrazione RAI Roberto Natale, il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato che, nel saluto istituzionale, afferma: “Parlare di salute mentale significa anche assumersi la responsabilità delle parole che utilizziamo. Contrastare lo stigma non è soltanto una questione culturale, ma rappresenta un’azione di salute pubblica. La salute mentale porta ad una sofferenza non visibile, relazionale e interiore. La salute mentale è stata a lungo marginalizzata ed è stata storicamente non  riconosciuta come malattia; Difficile rispondere “Quale cura?” come se fosse un quesito esclusivamente clinico. La cura psichiatrica non è mera riparazione del danno, ma anche una ricomposizione di relazioni e solidarietà. 

Ci vorrebbe una bioetica delle relazioni. Da qui la necessità di un nuovo rapporto medico-paziente quando “bene del paziente” non coincide con guarigione; per questo è necessarioISS 2 che il servizio sanitario sia più efficace, efficiente e più umano, superando visioni riduttive dell’umanizzazione.

Il convegno, orientato ovviamente alla comunicazione, ha reso ancora più evidente la centralità della comunicazione sono i risultati dell’indagine esplorativa “Media, linguaggio e salute mentale: come viene raccontato il disagio psichico”, realizzata dall’Osservatorio di Pavia in collaborazione con Associazione Civita per RO.MENS 2026.

Tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026 sono stati analizzati 138.301 post pubblici pertinenti alla salute mentale pubblicati su Facebook e Instagram. Dopo l’eliminazione delle ripetizioni, sono stati individuati 103.397 testi unici.

La parola che emerge con maggiore forza è “ansia”, citata 37.012 volte, quasi quattro volte più di “stress” e tredici volte più di “depressione”. Un dato che fotografa quanto il tema della salute mentale sia entrato nella conversazione quotidiana online e quanto sia necessario accompagnare questa domanda di informazione con contenuti autorevoli e scientificamente fondati.

Il confronto con l’informazione televisiva restituisce uno scenario differente. Su 21.442 notizie trasmesse nei principali telegiornali italiani nel semestre considerato, soltanto 389 hanno riguardato la salute mentale, pari all’1,8% del totale.

ISS 3Nel 70% dei casi il tema è stato inserito all’interno della cornice della criminalità e della sicurezza, mentre le interviste ai professionisti sanitari hanno rappresentato il 12,6% dei contenuti trasmessi.

I dati pongono quindi una questione che riguarda direttamente istituzioni sanitarie, professionisti e mondo dell’informazione. La crescente ricerca di risposte attraverso social network, creator e contenuti digitali richiede una presenza sempre più autorevole delle fonti scientifiche e dei servizi sanitari.

Il contrasto allo stigma diventa così parte integrante dell’azione sanitaria. Una narrazione rispettosa può contribuire ad abbattere le barriere che ostacolano la richiesta di aiuto, favorire una presa in carico precoce e contrastare isolamento, discriminazione, disinformazione e pseudoscienza.

È su questa prospettiva che si sviluppa RO.MENS, promosso dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2, chiamando al confronto istituzioni, comunità scientifica, professionisti della salute mentale, giornalisti, comunicatori e società civile.

Nel corso della giornata sono stati approfonditi il Piano Nazionale di Azioni per la Salute Mentale 2025-2030, le strategie europee contro lo stigma, il “WHO Toolkit on stigma in mental health” e il Vademecum “Informare sulla salute mentale”, dedicato a una comunicazione corretta e rispettosa.

A chiudere il confronto è stata la tavola rotonda: “Le parole che curano, le parole che feriscono”, dedicata al rapporto tra media, linguaggi e narrazioni, con la partecipazione di giornalisti, professionisti della salute mentale e rappresentanti del mondo della cultura.

Da oggi 1° ottobre cambia l’accesso per i referti di laboratorio

Dal oggi il Fascicolo Sanitario Elettronico diventerà il punto unico per consultare online i referti di laboratorio.

La ASL Roma 2 informa i cittadini che dal 1° ottobre 2026 sarà dismesso il servizio regionale Lazio Escape, “Il tuo referto con un click”, attualmente utilizzato per la consultazione e il download online dei referti di laboratorio.

I cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Regionale del Lazio potranno consultare e scaricare i propri referti di laboratorio attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico, accedendo tramite il portale Salute Lazio con SPID, Carta d’Identità Elettronica, CIE, oppure Tessera Sanitaria, Carta Nazionale dei Servizi, TS-CNS.

Chi è assistito dal Servizio Sanitario di un’altra Regione potrà invece consultare la documentazione attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico della propria Regione di assistenza.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico consente già oggi di consultare e scaricare anche i referti radiologici. Restano comunque invariati, laddove presenti, i servizi aziendali dedicati alla consultazione e allo scarico dei referti di radiologia e delle immagini radiologiche.

Il FSE permette inoltre l’accesso ai genitori e ai tutori. Per consultare il Fascicolo di un figlio o di una persona sottoposta a tutela è necessario che i profili siano preventivamente associati secondo le procedure previste.

È inoltre possibile accedere al Fascicolo di un’altra persona, ad esempio un familiare anziano, attraverso il sistema della delega, da attivare secondo le modalità previste presso l’azienda sanitaria del delegante.

Cambia il percorso, non la possibilità di consultare:

il nuovo punto di riferimento è il Fascicolo Sanitario Elettronico.

Termina l'anno per il Servizio Civile della ASL Roma 2

amato servizio civileSi è concluso l’anno di Servizio Civile per i giovani che hanno prestato la propria attività all’interno della ASL Roma 2, offrendo un contributo prezioso alle strutture aziendali e ai servizi rivolti alla cittadinanza.

Un’esperienza caratterizzata dall’impegno, dalla disponibilità e dall’entusiasmo con cui i ragazzi hanno affrontato quotidianamente i diversi ruoli loro affidati, diventando parte integrante della vita dell’Azienda.

A salutarli, presso l’Aula Montalcini dell’Ospedale Sant’Eugenio, il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, insieme all’Assessore della Regione Lazio Simona Baldassarre e alla Consigliera regionale Edy Palazzi.

"I ragazzi del Servizio Civile hanno rappresentato per la nostra Azienda una risorsa preziosissima. Li ringraziamo per il lavoro svolto, per la disponibilità e soprattutto per l’entusiasmo che hanno saputo portare ogni giorno nelle nostre strutture", ha sottolineato il Direttore Generale Francesco Amato.

Il saluto è stato anche l’occasione per riconoscere il valore di un percorso che unisce formazione, responsabilità e servizio alla comunità, offrendo ai giovani un’importante esperienza di crescita personale e professionale e, allo stesso tempo, un contributo concreto alla sanità pubblica e ai cittadini.

Aperta la rete dei Punti Unici di Accesso dell’VIII Distretto

Si comunica l’apertura dei Punti Unici di Accesso (PUA) anche presso le Case della Comunità dell’VIII Distretto dove erano ancora in fase di definizione. Con questa attivazione si completa la rete dei PUA presso tutte le Case della Comunità dell’VIII Distretto.
I PUA rappresentano un punto di riferimento per l’accesso integrato ai servizi socio-sanitari e per l’orientamento dei cittadini.
L’attivazione della rete rafforza la prossimità dei servizi e l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale sul territorio.