Modello integrato comportamentale per «Cure Palliative Ematologia»

Dal Corriere della Sera del 15 aprile 2026

Integrare ed omogeneizzare i comportamenti degli operatori sanitari è il primo passo per definire nuove modalità di cura.

II 15 aprile presso la SALA RIUNIONI della UOC EMATOLOGIA dell'AOU POLICLINICO UMBERTO I, ROMA viene presentato l'avvio di un percorso euristico-esperienziale, integrato con sessioni di team coaching, per costruire un modello comportamentale che faciliti l'uso responsabile delle emotrasiusioni in pazienti ematologici, nei diversi setting assistenziali (domicilio, RSA, Hospice).

Il coordinamento operativo ed un modello dei comportamenti omogeneo comportano dei vantaggi per il paziente, il caregiver e per tutta l'organizzazione sanitaria affinchè il fabbisogno trasfusionale non rappresenti più un ostacolo alla presa in carico dei pazienti ematologici in fase cronico-evolutiva e avanzata da parte dei servizi, quali l'assistenza domiciliare integrata e la rete delle cure palliative di base e specialistica.

Ipacs, Impresa Sociale srl (www.ipacs.it), organizzazione non profit, in partnership con il coordinamento regionale della Società Italiana Cure Palliative (SICP) e sotto il patrocinio di AIL Roma -Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma - Sezione di Roma coordinerà la definizione di un modello di comportamenti condiviso tra palliativisti, ematologi e specialisti in medicina trasfusionale operanti nella regione Lazio.

La presidente di AIL Roma Dott.ssa Maria Luisa Rossi Viganò spiega che, nel programma assistenziale di AIL Roma, le Cure Domiciliari rappresentano un impegno economico rilevante, perché riconosciamo quanto la qualità della vita sia centrale per i pazienti. Quando possibile, ascoltare e seguire il paziente nel proprio ambiente di vita significa sostenere concretamente un modello di cura più umano ed efficace.

Precursore di questo approccio, che pone la persona al centro, è stato il prof. Franco Mandelli, che già negli anni '80 ne aveva sperimentato l'applicazione. AIL Roma ha raccolto il suo insegnamento, facendolo proprio e sviluppandolo nel tempo con continuità e risultati concreti. Il Dott. Fabrizio d'Alba, Direttore Generale del Policlinico Umberto I di Roma e Presidente di Federsanita'-Anci ha spiegato che, la continuità delle cure rappresenta la modalità per fornire tempestive risposte coordinate e organizzate ai bisogni complessi dei maiali ematologici affetti da patologie cronico-evolutive, e dei loro familiari, attraverso l'integrazione dei diversi ambiti assistenziali. Tale approccio riguarda non solo la fase avanzata della malattia ma anche le fasi più precoci, quando la fragilità o la complessità delle condizioni cliniche richiedono un cambio di setting assistenziale.

Allo scopo di rispondere a tali bisogni, l'Azienda Policlinico Umberto I - UOC di Ematologia è da tempo impegnata in un programma di cure palliative simultanee domiciliari e ambulatoriali, integrato con il supporto trasfusionale e il trattamento antineoplastico. L'adozione di un modello comportamentale omogeneo include il potenziamento della capacità di essere orientât! al risultato, di negoziare in maniera focalizzata, e di usare gli sirumenti della comunicazione empatica.

L'applicazione del modello riguarderà in particolare la gestione dell'organizzazione dei servizi integrati coinvolti nell'erogazione delle emotrasfusioni per il paziente fragile o in fase avanzata, affetto da leucemia mieloide acuta e con sindrome mielodisplastica" ha ribadito il Dott. Claudio Cartoni, Responsabile Unità Cure Palliative e Domiciliari UOC Ematologia Policlinico Umberto I Roma.

L'allargamento del campo di intervento delle Cure Palliative a pazienti in fasi terminali correlate a patologie cronico-degenerative, ha determinato la necessità, infatti, di definire nuove modalità di cura per pazienti che tradizionalmente venivano presi in carico dai servizi di assistenza domiciliare, integrati con i servizi dei Centri Assistenza Domiciliare e con le Cure Palliative di base e specialistiche ha aggiunto il Dott. Francesco Amato, Direttore Generale Asl Roma 2.

L'estensione dell'attività trasfusionale a domicilio rappresenta un traguardo fondamentale per la ASL Roma 1. Il Dott. Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale ASL Roma 1 e Presidente FIASO rassicura che, grazie al nuovo accreditamento regionale, riusciti a consolidare questa pratica nei Distretti 13, 14, 15 e parte del Distretto 1, dove era già presente da gennaio 2020, portandola anche nell'intero territorio del Municipio 1 e nei Distretti 2 e 3.

Partecipare oggi alla definizione di un modello comportamentale integrato è il passo successivo naturale: non basta erogare una prestazione, dobbiamo omogeneizzare i linguaggi tra palliativisti ed ematologi per garantire che la fragilità del paziente non sia mai un ostacolo, ma il centro di una rete di cura domiciliare moderna, sicura e realmente vicina ai cittadini. I Macro-Obiettivo- Guida del progetto, specifica il Dott, Francesco Scarcella Responsabile SICP Lazio, sono:
• Creare un glossario condiviso tra i professionisti sui criteri di eleggibilità alle emotrasfu sioni, i servizi da attivare in relazione ai bisogni assistenziali dei pazienti con patologie ematologiche e dipendenze trasfusionali;
• Facilitare la transizione delle cure per i pazienti ematologici con dipendenza trasfusionale.

 

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Giornata Internazionale Malattie Rare | Costruire percorsi: Innovazione e Prossimità nella ASL Roma 2

In occasione della Giornata Internazionale delle Malattie Rare, la ASL Roma 2 ha organizzato il 23 aprile alle ore 9,00 presso l'Aula Montalcini dell'Ospedale Sant'Eugenio, una giornata evento su: "Costrire percorsi: Innovazione e prossimità nella ASL Roma 2".

In coerenza con le direttive della Regione Lazio, l'evento mira a rafforzare la rete assistenziale per le malattie rare, fornendo strumenti operativi per una presa in carico multidisciplinare e di prossimità. L'obiettivo è accorciare le distanze tra i centri di diagnosi e il territorio, definendo flussi informativi e strumenti condivisi.

L'iniziativa è rivolta a:

  • Referenti COMR
  • Medici di Medicina Generale (MMG) e Pediatri di Libera Scelta (PLS)
  • Specialisti ambulatoriali operanti sul territorio
  • Associazioni di pazienti affetti da malattie rare

Non è necessaria l'iscrizione; per richiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare l'indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Esame per rilascio di patentino di abilitazione all'impiego di Gas Tossici anno 2026 - sessione primaverile

La ASL Roma 5 ha indetto l’esame per il conseguimento del patentino di abilitazione all'impiego di gas tossici anno 2026 – sessione primaverile - ai sensi dell'art. 32 del R.D. 09/01/1927 n. 147 e s.m.i.. Si riporta di seguito l’avviso trasmesso dalla ASL Roma 5 dove sono fornite tutte le informazioni necessarie per la presentazione della domanda entro i tempi utili.
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ASL Roma 5 avviso esami gas tossici prim 2026.pdf [241.54Kb]
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Il direttore generale Francesco Amato al Data Summit

Nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, il confronto istituzionale su EHDS, governance e intelligenza artificiale, con al centro il futuro operativo della sanità pubblica


datasummit01Si è svolto oggi, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, il convegno Data Summit, appuntamento dedicato al confronto istituzionale su dati e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di condividere i passaggi di attuazione del regolamento European Health Data Space, EHDS. Una giornata che ha riunito esperienze, visioni e competenze diverse attorno a un tema destinato a incidere in profondità sull’organizzazione della sanità pubblica.


Tra i relatori del convegno è intervenuto il Direttore Generale della ASL Roma 2, dott. Francesco Amato, che ha preso parte al panel dedicato ai dati sanitari per la governance e il management del sistema. Con lui anche Andrea Urbani, Direttore Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Giuseppe Quintavalle, Presidente della FIAO, e Americo Cicchetti, Professore ordinario di Organizzazione e Programmazione Sanitaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il nodo centrale del confronto ha riguardato il valore strategico dei dati sanitari come strumento di lettura, indirizzo e valutazione delle politiche pubbliche. In questo quadro, la raccolta, la condivisione e l’utilizzo delle informazioni non rappresentano più solo un supporto tecnico, ma diventano una leva decisiva per accompagnare le scelte di governo, migliorare l’efficienza dei servizi e rendere più coerente la programmazione sanitaria sui territori.

datasummit02L’attuazione dell’European Health Data Space si inserisce proprio in questa prospettiva, perché punta a definire un ecosistema nel quale il dato possa essere impiegato sia per l’uso primario, legato all’assistenza e alla presa in carico del paziente, sia per l’uso secondario, orientato alla ricerca, alla pianificazione e alla valutazione delle performance del sistema. Il tema tocca così il cuore della sanità contemporanea, chiamata a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e capacità di risposta.

Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di una governance fondata su regole chiare, standard condivisi e strumenti operativi capaci di trasformare il patrimonio informativo in un fattore di qualità. La discussione ha evidenziato come la disponibilità di dati affidabili possa incidere sulla tempestività delle decisioni, sulla misurazione dei bisogni reali e sulla costruzione di modelli organizzativi più aderenti alla complessità delle strutture sanitarie.

L’intervento del dott. Francesco Amato si è inserito in questo scenario come contributo di rilievo per una riflessione che guarda al presente e al futuro della sanità pubblica. Il confronto promosso dal Data Summit ha infatti mostrato come il tema dei dati sanitari sia ormai una questione di governo complessivo del sistema, una bussola per orientare l’innovazione e per definire proposte concrete in grado di rendere più efficace, leggibile e sostenibile l’azione sanitaria.

 

 

 

Chiusura del sabato del Centro Diurno di Viale Giustiniano Imperatore 45

Si comunica che, a far tempo dal 1 aprile 2026, il centro diurno di Viale Giustiniano Imperatore 45 rimarrà chiuso nella giornata di sabato, al fine di consentire una migliore organizzazione della turnazione  del personale infermieristico e garantire un’adeguata copertura assistenziale durante la settimana.

La suddetta rimodulazione permetterà di destinare le risorse infermieristiche attualmente impiegate nella giornata di sabato al potenziamento dei turni pomeridiani nei giorni feriali, assicurando così una copertura più efficace dell’orario di servizio dalle ore 08:00 alle ore 17:30. La chiusura del sabato è in linea con l’organizzazione adottata da tempo da tutti gli altri Centri Diurni del DSM, che sono sempre stati chiusi nella giornata di sabato.