Il Direttore Generale, dott. Francesco Amato, interviene sul Disegno di Legge A.S. 1825 e richiama la necessità di una sanità fondata su continuità assistenziale, integrazione ospedale territorio e presa in carico della cronicità
La ASL Roma 2 ha portato al Senato della Repubblica il proprio contributo istituzionale nell’ambito del confronto sul Disegno di Legge A.S. 1825, relativo alla riorganizzazione e al potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e alla revisione del modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale. Il provvedimento, presentato il 3 marzo 2026, delega il Governo ad adottare misure per rafforzare l’integrazione tra reti assistenziali, assistenza territoriale e ospedaliera.
Nel suo intervento, il Direttore Generale della ASL Roma 2, dott. Francesco Amato, ha sottolineato come la sfida attuale della sanità pubblica riguardi la capacità del Servizio Sanitario Nazionale di evolvere senza smarrire i principi fondativi di universalità, equità e solidarietà.
Al centro della riflessione è stata posta la necessità di superare una sanità organizzata per singole strutture, orientandola verso un modello fondato sui percorsi di cura. Una trasformazione indispensabile per rispondere ai bisogni dei pazienti cronici, fragili e con comorbilità, che richiedono continuità clinica, responsabilità organizzativa e integrazione tra ospedale, territorio, medicina generale, assistenza domiciliare, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali.
Il Direttore Generale ha evidenziato il valore del DM 77 del 2022, che ha introdotto una nuova architettura dell’assistenza territoriale attraverso Case della Comunità, Ospedali di Comunità, COT e rafforzamento dell’assistenza domiciliare.
La realizzazione delle strutture, ha osservato, deve essere accompagnata da processi operativi condivisi, affinché il territorio diventi luogo effettivo di presa in carico e non semplice somma di prestazioni specialistiche.
Particolare attenzione è stata dedicata alle cure palliative, indicate come paradigma avanzato dell’integrazione ospedale territorio. La medicina palliativa moderna, nella visione espressa, deve essere intesa come funzione clinico organizzativa trasversale, capace di intervenire precocemente nei percorsi di cura, sostenere il paziente e la famiglia, contribuire alle decisioni complesse e accompagnare la transizione verso domicilio, hospice o altri setting assistenziali.
La ASL Roma 2 conferma il proprio impegno nel promuovere una sanità pubblica capace di accompagnare la persona lungo tutto il percorso di malattia, rafforzando la continuità assistenziale, la governance dei processi, la misurazione degli esiti e l’integrazione multiprofessionale.