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Dipartimento Tutela delle Fragilità

 

Il Dipartimento Tutela delle Fragilità viene costituito in considerazione della prevalenza nella popolazione residente di patologie da abuso e dipendenza o comportanti handicap nell'adulto, della presenza di circa il 60% della popolazione nomade di Roma Capitale nel territorio della ASL Roma 2, della presenza nel territorio del IV Municipio del Polo Penitenziario Rebibbia che ospita, normalmente, circa un terzo della popolazione detenuta del Lazio, con un transito annuale di circa 5000 persone.
La popolazione detenuta presenta mediamente un'incidenza superiore di patologia di quella espressa dalla popolazione generale. In sintonia con quanto previsto dal DPCM del 1 aprile 2008, che ha determinato il transito delle funzioni sanitare dal Ministero di Giustizia al Sistema Sanitario Regionale, la ASL Roma 2, sul cui territorio insiste il Polo Penitenziario Rebibbia, garantisce una organizzazione dedicata, per assicurare la completa presa in carico del paziente detenuto. Le strutture organizzative individuate per l'assistenza sanitaria penitenziaria gestiscono tutte le prestazioni e le funzioni relative all'assistenza sanitaria di base, alla continuità assistenziale, all'assistenza medica specialistica, ed all'assistenza infermieristica.

Nell'ambito del Distretto IV, sul quale l'Istituto Penitenziario insiste, viene garantita la piena collaborazione tra le strutture che assicurano le cure primarie e quelle che erogano assistenza sanitaria alla popolazione detenuta. Esse collaborano inoltre con le strutture afferenti all'area delle dipendenze, della salute mentale e del reparto ospedaliero di Medicina Protetta dell'Ospedale Pertini, che svolgono autonomamente le proprie funzioni assistenziali e che dipendono dai rispettivi Dipartimenti.

Al fine di riorganizzare, per la sanità penitenziaria, le attività assistenziali da garantire alla popolazione detenuta l'Azienda ha provveduto all'implementazione dell'assistenza infermieristica, socio-sanitaria e riabilitativa presso il Polo Penitenziario Rebibbia.

La nuova organizzazione presso il Polo Penitenziario Rebibbia ha consentito di:

  punto logo attivare l'ambulatorio infermieristico anche al fine di garantire il supporto necessario per lo screening per il cancro del colon-retto;
  punto logo attivare il percorso "rosa" per l'assistenza alla donna ed ai bambini;
  punto logo attivare lo screening per il cervico-carcinoma;
  punto logo riservare alla ASL la gestione di alcune linee di attività, ritenute cruciali, quali, ad esempio, il servizio di Farmacia, la linea della preospedalizzazione, la cura dei rapporti con i Servizi Territoriali e Ospedalieri, e l'approvvigionamento dei materiali economali.

La nuova articolazione della assistenza alla popolazione ristretta assicura risposte assistenziali appropriate e personalizzate ai bisogni delle persone recluse con il vantaggio di:

  punto logo migliorare l'integrazione professionale (medica, infermieristica e personale di supporto);
  punto logo promuovere lo sviluppo di modelli assistenziali basati sulla presa in carico (case management) e degli strumenti correlati (documentazione assistenziale) impegnando concretamente la figura dell'Infermiere Case Manager (ICM) su percorsi clinico - assistenziali specifici;
  punto logo qualificare l'assistenza nei diversi setting assistenziali in ambito penitenziario tenendo conto delle attività attribuibili all'OSS e valorizzando tale figura nell'assistenza diretta alla persona;
  punto logo implementare l'uso di strumenti operativi per la standardizzazione delle attività a bassa discrezionalità decisoria, quali procedure, istruzioni operative, protocolli assistenziali, ecc.;
  punto logo favorire l'ottimale gestione dei flussi dei beni sanitari (farmaci, dispositivi medici, materiale sanitario, supporti non sanitari, etc.) verso le aree produttive (servizi sanitari) per consentire i processi di trasformazione correlati all'assistenza alle persone in carcere.

Il Servizio per le Patologie delle Dipendenze (normato dal DPR 309/90 e s.m., dagli Atti di Intesa Stato Regioni del 21.01.1999 e del 05.08.1999), garantisce la massima integrazione delle conoscenze e delle pratiche cliniche, concorre a sviluppare azioni a forte integrazione socio-sanitaria e collabora alla programmazione sanitaria su scala aziendale. Garantisce l'intervento preventivo e assistenziale mirato alla popolazione giovanile, anche in raccordo con i servizi per l'adolescenza.

Il servizio sviluppa azioni di rete e di integrazione tra tutte le agenzie, pubbliche e del privato sociale che operano nel settore. Assicura:

  punto logo funzioni di prevenzione mirata in ambienti di vita e di lavoro;
  punto logo trattamenti diagnostici;
  punto logo screening infettivologici;
  punto logo individua obiettivi e Piano di trattamento;
  punto logo trattamenti specialistici ambulatoriali;
  punto logo individua, predispone e verifica i trattamenti residenziali e semiresidenziali;
  punto logo valuta gli esiti del trattamento;
  punto logo assicura l'assistenza a detenuti con patologia della dipendenza, anche in misura alternativa alla detenzione.

Le sedi operative individuate saranno accessibili alla popolazione, con dislocazione distrettuale; nell'ambito del Ser.D. del 7° Distretto è prevista la attivazione del servizio sull'intero arco della giornata.

Il Dipartimento inoltre, alla luce della cospicua presenza di stranieri e migranti nel contesto territoriale della ASL, assicura il soddisfacimento dei bisogni di salute del la popolazione transitante, dei migranti e della popolazione nomade.
La mission del Dipartimento è quindi il governo dei bisogni sanitari delle fasce di popolazione debole ad elevato svantaggio sociale e sanitario, dove maggiormente è necessario garantire una risposta globale efficace ed appropriata, assicurando equità e presa in carico.
Al Dipartimento afferiscono quindi unità operative riferibili a diverse discipline, aggregate in rapporto alla finalità della mission.

Il Dipartimento, come già detto, lavora in stretta connessione con tutti i Dipartimenti dell'Azienda, i Distretti e la Comunità locale nelle sue espressioni istituzionali di rappresentanza sociale, in quanto solo un approccio integrato è in grado di rispondere alla complessità dei problemi posti dalla popolazione fragile.