Nel 2002 l’OMS ha definito la violenza sul lavoro il più importante fattore di rischio professionale per la salute degli operatori sanitari. Le aggressioni infatti possono causare gravi conseguenze psicologiche e psichiatriche sugli operatori sanitari come lo stress, il burnout, il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), i disturbi d’ansia e i disturbi depressivi di forma moderata o grave. La Regione Lazio con DD 13505/2018 ha adottato un apposito documento di indirizzo alla scopo di prevenire e gestire in maniera più adeguata gli atti di violenza e qualsiasi forma di aggressione fisica o psicologica da parte di soggetti esterni all’organizzazione.  Il documento regionale prevede una serie di interventi strutturali ed organizzativi da realizzare ad opera delle Aziende sanitarie. Al riguardo, la ASL Roma 2 ha inteso manifestare la propria attenzione ed il proprio impegno sul fenomeno  attraverso la realizzazione di un evento dedicato a cui hanno preso parte molti esperti della materia.

 

La 1^ edizione del corso accreditato ECM intitolato “Prevenzione e gestione degli atti di  violenza nei confronti degli operatori sanitari” è stata inaugurata lo scorso 6 maggio 2019 alla presenza del Direttore Generale della ASL roma 2, Flori Degrassi, del Presidente dell’Ordine dei medici di Roma e il Presidente degli Ordini delle Professioni Infermieristiche.

 

Con 24 ore di formazione e  90 partecipanti operatori sanitari aziendali, la prima edizione del corso che si è chiusa il 22 maggio ha suscitato enorme interesse.  Sono previste altre due edizioni, la prima delle quali si svolgerà il 27 e 31 maggio e 3 giugno e l’ultima in autunno.

 

Tra gli obiettivi formativi vi è quello di consentire il riconoscimento precoce dei comportamenti a rischio di violenza, acquisire le competenze per la gestione delle aggressioni e di promuovere la consapevolezza degli operatori sanitari sulle conseguenze psicologiche e psichiatriche causate dalla violenza, il più importante fattore predittore di stress lavoro correlato.