UOSD Radiologia Interventistica Ospedale Sandro Pertini

Direttore: dott. Germano Scevola
Email:

germano.scevola@aslroma2.it

Telefono: 06.4143.3889
Sede: Ospedale Sandro Pertini - Edificio A - Piano Terra

La UOSD di Radiologia Interventistica svolge un’attività dedicata al trattamento di patologie vascolari, neoplastiche, flogistiche e malformative mediante procedure percutanee ed endovascolari. Il campo di attività va dalle ricanalizzazioni vascolari, al trattamento di emorragie, di aneurismi, di malformazioni artero venose e di varicoceli, al trattamento di patologie biliari ed urinarie, alla chemioembolizzazione e termoablazione di neoplasie primitive e secondarie, alla aspirazione di cisti e raccolte flogistiche, oltre che alle biopsie di organi superficiali e profondi.

Procedure Radiologiche Interventiche:

Arteriografia

Regime:
day hospital (minimo 8-10 ore) o ricovero ordinario.
Indicazioni:
aneurismi, fistole e malformazioni artero-venose, steno-ostruzioni vascolari, emorragie, neoformazioni vascolarizzate, valutazione preliminare ad atti interventistici endovascolari arteriosi.
Documentazione richiesta:
a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Sala Operativa:
Angiografica
Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore. Depilazione in caso di accesso inguinale
Anestesia:
Locale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radioscopico, previa introduzione percutanea di un catetere in una arteria, femorale o del braccio, iniezione endoarteriosa di mezzo di contrasto iodato, atta a visualizzare radiograficamente i vasi di interesse.
A termine della procedura bendaggio compressivo per almeno 6 ore della ferita angiografica, in clinostatismo e con l’arto esteso, sotto controllo medico.
Rischi e complicanze generiche:
rischi derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico”, distinti in lievi (nausea, vomito 1 su 100), seri ( difficoltà di respiro, cardioaritmie, convulsioni, alterazioni renali, perdita di coscienza 1 su 6000) e fatali (1 su 100.000); complicanze, anche fatali, derivanti dal trattamento angiografico proprio: dolore locale momentaneo, sensazione di calore anche intenso ma fugace, ematomi locali e, come evenienza rarissima, rotture ed ostruzioni vasali, embolie con possibili lesioni ischemiche centrali o periferiche.
Rischi e complicanze specifiche:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
con diversa efficacia: Eco Doppler, Angio RM, Angio Tac.

Flebografia

Regime:
ambulatoriale, day hospital o ricovero ordinario, a seconda dei casi. Per prenotazioni ambulatoriali, contattare la segreteria.
Indicazioni:
Varici, ostruzioni venose. Valutazione preliminare ad atti interventistici endovascolari venosi
Documentazione richiesta:
a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Equipe:
radiologica vascolare
Sala Operativa:
Angiografica
Preparazione paziente:
Digiuno da 12 ore. Depilazione in caso di accesso inguinale
Anestesia:
normalmente nessuna, locale solo in caso di ingresso inguinale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radioscopico, introduzione percutanea di un ago o di un catetere in una vena di un arto o di una vena inguinale, con successiva iniezione endovenosa di mezzo di contrasto iodato, atta alla visualizzazione radiografica dei vasi di interesse. A termine della procedura bendaggio compressivo della sede di ingresso. In caso di accesso inguinale, riposo in clinostatismo e con l’arto esteso, sotto controllo medico, per circa 6 ore.
Rischi e complicanze generiche:
i rischi generici derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico”, distinti in lievi (nausea, vomito 1 su 100), seri ( difficoltà di respiro, cardioaritmie, convulsioni, alterazioni renali, perdita di coscienza 1 su 6000) e fatali (1 su 100.000); i rischi e le complicanze derivanti dal trattamento flebografico: dolore locale momentaneo, sensazione di calore anche intenso ma fugace, ematomi locali e, come evenienza rara, rotture ed ostruzioni vasali, embolie polmonari.
Rischi e complicanze specifiche:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
con diversa efficacia: Eco Doppler, Angio Tac.

Biopsie eco e TAC guidate

Regime:
Ambulatoriale per biopsie di organi superficiali; day hospital (minimo 8 ore) o ricovero ordinario per biopsie di organi profondi
Indicazioni:
diagnostica istologica di processi espansivi toracici ed addominali
Documentazione richiesta:
a) emocromo, PTT.
b) ECG- ecografia-TAC
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Sala Operativa:

sala angiografica o sezione TAC a seconda della metodica

Preparazione del paziente:
digiuno da 6 ore
Anestesia:
Locale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo TAC od ecografico, puntura percutanea, prelievo con ago sottile di minime porzioni di tessuto dall’organo o dalla formazione da analizzare. Necessari anche più prelievi.
Rischi e complicanze generici:
i rischi generici e le complicanze derivanti dalla procedura: dolore locale persistente anche alcune ore, ematomi locali superficiali e profondi e, come evenienze eccezionali, rotture di organo.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente (ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
biopsie chirurgiche

Angioplastiche ed endoprotesi vascolari

Regime:
Ricovero ordinario (minimo 36 – 48 ore)
Indicazioni:
stenosi, ostruzioni, aneurismi e fistole delle arterie e delle vene
Documentazione Richiesta:
a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG – nulla osta cardiologico.
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Sala Operativa:

sala angiografica. In alcuni casi la sala operatoria

Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore. Depilazione nella sede di accesso.
Anestesia:
Locale. In caso di aneurismi aortici si pratica quella generale o epidurale.
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radioscopico, previa introduzione percutanea di un catetere in una arteria, iniezione endoarteriosa di mezzo di contrasto iodato atta a visualizzare radiograficamente la lesione. Successivo impianto, mediante la stessa o altra via endovascolare, di una endoprotesi metallica (stent), atta a rimodellare il calibro vasale o ad escludere dal circolo le lesioni fistolose. In certi casi (ad es. negli aneurismi aortici) può essere necessaria la preparazione chirurgica di una o più arterie. A termine della procedura bendaggio compressivo per almeno 6-8 ore della ferita angiografica, in clinostatismo e sotto controllo medico.
Necessità di sottoporsi, in seguito e a tempo indeterminato, a terapia anti coagulante.
Rischi e complicanze generici:
rischi generici derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico” (VEDI ARTERIOGRAFIA). Rischi generici e complicanze, anche fatali, derivanti dal trattamento interventistico: dolore locale momentaneo, sensazione di calore anche intenso ma fugace, ematomi locali e, come evenienza rara, rotture ed ostruzioni vasali, embolie con possibili lesioni ischemiche centrali o periferiche, a seconda del distretto vascolare trattato. E’ inoltre possibile l’insuccesso del trattamento interventistico stesso.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
interventi chirurgici tradizionali

Ricanalizzazione e trattamento endovascolare di aneurismi e fistole arterio venose

Regime:
Ricovero ordinario (minimo 36 – 48 ore)
Indicazioni:
stenosi, ostruzioni, aneurismi e fistole delle arterie e delle vene
Documentazione Richiesta:
a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG – nulla osta cardiologico.
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Sala Operativa:

sala angiografica. In alcuni casi la sala operatoria

Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore. Depilazione nella sede di accesso.
Anestesia:
Locale. In caso di aneurismi aortici si pratica quella generale o epidurale.
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radioscopico, previa introduzione percutanea di un catetere in una arteria, iniezione endoarteriosa di mezzo di contrasto iodato atta a visualizzare radiograficamente la lesione. Successivo impianto, mediante la stessa o altra via endovascolare, di una endoprotesi metallica (stent), atta a rimodellare il calibro vasale o ad escludere dal circolo le lesioni fistolose. In certi casi (ad es. negli aneurismi aortici) può essere necessaria la preparazione chirurgica di una o più arterie. A termine della procedura bendaggio compressivo per almeno 6-8 ore della ferita angiografica, in clinostatismo e sotto controllo medico.
Necessità di sottoporsi, in seguito e a tempo indeterminato, a terapia anti coagulante.
Rischi e complicanze generici:
rischi generici derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico” (VEDI ARTERIOGRAFIA). Rischi generici e complicanze, anche fatali, derivanti dal trattamento interventistico: dolore locale momentaneo, sensazione di calore anche intenso ma fugace, ematomi locali e, come evenienza rara, rotture ed ostruzioni vasali, embolie con possibili lesioni ischemiche centrali o periferiche, a seconda del distretto vascolare trattato. E’ inoltre possibile l’insuccesso del trattamento interventistico stesso.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
interventi chirurgici tradizionali

Trattamento endovascolare del varicocele

Regime:
Ricovero ordinario (minimo 36 – 48 ore)
Indicazioni:
stenosi, ostruzioni, aneurismi e fistole delle arterie e delle vene
Documentazione Richista:
a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG – nulla osta cardiologico.
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Sala Operativa:

angiografica. In alcuni casi la sala operatoria con èquipe congiunta radiologica-chirurgica vascolare.

Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore. Depilazione nella sede di accesso
Anestesia:
Locale. In caso di aneurismi aortici si pratica quella generale o epidurale
Modalità di Esecuzione:
sotto controllo radioscopico, previa introduzione percutanea di un catetere in una arteria, iniezione endoarteriosa di mezzo di contrasto iodato atta a visualizzare radiograficamente la lesione. Successivo impianto, mediante la stessa o altra via endovascolare, di una endoprotesi metallica (stent), atta a rimodellare il calibro vasale. In caso di aneurisma aortico viene anche preparata chirurgicamente una seconda arteria. A termine della procedura bendaggio compressivo per almeno 6 ore della ferita angiografica, in clinostatismo e sotto controllo medico.
Necessità di sottoporsi, in seguito e a tempo indeterminato, a terapia anti coagulante.
Rischi e complicanze generici:
rischi generici derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico” (VEDI ARTERIOGRAFIA). Rischi generici e complicanze, anche fatali, derivanti dal trattamento interventistico: dolore locale momentaneo, sensazione di calore anche intenso ma fugace, ematomi locali e, come evenienza rara, rotture ed ostruzioni vasali, embolie con possibili lesioni ischemiche centrali o periferiche, a seconda del distretto vascolare trattato. E’ inoltre possibile l’insuccesso del trattamento interventistico stesso.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
interventi chirurgici tradizionali

Embolizzazione o sclerotizzazione di neoplasie, angiomi ed emorragie. Chemioembolizzazione

Regime:
Ricovero ordinario (minimo 36 – 48 ore)
Indicazioni:
Tumori e malformazioni vascolari sanguinanti. Emorragie post-traumatiche e post-chirurgiche. Trattamento alternativo o pre-chirurgico di alcune neoformazioni.
Documentazione richiesta:
a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT, prove funzionalità epatica.
b) ECG
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Sala Operativa:

Angiografica

Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore. Depilazione nella sede di accesso.
Anestesia:
Locale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radioscopico, previa introduzione percutanea di un catetere in una arteria, esclusione temporanea o definitiva dal circolo ematico dell’organo bersaglio, mediante rilascio di materiale embolizzante o iniezione di un farmaco sclerosante nei vasi afferenti. Nella chemioembolizzazione iniezione endovascolare selettiva di farmaci chemioterapici.
Rischi e complicanze generici:
rischi generici derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico”. Rischi generici e complicanze, anche fatali, derivanti dal trattamento interventistico: dolore locale persistente anche alcune ore, sensazione di calore anche intenso ma fugace, ematomi locali e, come evenienze rare, necrosi cutanee locali, rotture vasali o embolie distali, non previste, con possibili lesioni ischemiche centrali o periferiche. Nelle chemioembolizzazioni, reazioni da chemioterapici
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
Chirurgiche tradizionali, se attuabili.

Impianto ed espianto filtri cavali

Regime:
ricovero ordinario
Indicazioni:
trombosi venose periferiche con rischio di embolia polmonare
Documentazione richiesta:

a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG- TAC
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato

Sala Operativa:

angiografica

Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore. Depilazione in caso di accesso inguinale
Anestesia:
locale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radiografico,  introduzione percutanea di un catetere in una vena  giugulare o brachiale o femorale;  impianto nella vena cava inferiore di un filtro metallico, atto ad ostacolare il transito di trombi verso il circolo polmonare. la permanenza del filtro dentro la vena cava è in genere definitiva senza particolari conseguenze. E’ tuttavia possibile anche il suo espianto a distanza di tempo,  se consentito dalle caratteristiche del filtro e dalle condizioni del paziente.
Rischi e complicanze generici:
quelli derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico” (vedi ARTERIOGRAFIA). I rischi generici e le complicanze, anche fatali, derivanti dal trattamento interventistico: dolore locale momentaneo, sensazione  di calore anche intenso ma fugace, ematomi locali e, come evenienza rara, rotture ed ostruzioni vasali, embolie polmonari.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
terapie sistemiche anticoagulanti. Legatura chirurgica della vena cava.

Drenaggi percutanei ascessi e raccolte e cisti addominali

Regime:
ricovero ordinario
Indicazioni:
Ascessi, cisti addominali.
Documentazione richiesta:

a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG- Ecografia- TAC
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato

Sala Operativa:

angiografica

Preparazione del paziente:
Digiuno da 6 ore
Anestesia:
locale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radiografico o ecografico,  puntura percutanea della raccolta o cisti per posizionamento di un catetere atto a drenarne esternamente il contenuto. Il paziente dovrà portare  il catetere di drenaggio, collegato ad una sacca di raccolta, per un periodo imprecisato.
Rischi e complicanze generici:
derivanti dal trattamento interventistico: dolore locale anche inteso, ma di breve durata,  ematomi locali ed infezioni di varia entità.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
drenaggi chirurgici

Drenaggi ed endoprotesi percutanei transparietoepatici

Regime:
ricovero ordinario
Indicazioni:
steno-ostruzioni dei vasi biliari
Documentazione richiesta:

a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG-Ecografia-TAC
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato

Sala Operativa:

angiografica

Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore
Anestesia:
locale o generale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radioscopico ed ecografico, puntura diretta, attraverso la parete addominale,  dei vasi biliari, con visualizzazione degli stessi  mediante iniezione di mezzo di contrasto iodato.  Eventuale successivo posizionamento, per la stessa via, di dispositivo atto a drenare esternamente o internamente la bile. Il paziente potrà rimanere portatore, per un periodo imprecisato, di un catetere di drenaggio transparietale addominale, collegabile ad una sacca di raccolta della bile.
Rischi e complicanze generici:
quelli derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico” (vedi ARTERIOGRAFIA). Quelli, anche fatali, derivanti dallo specifico trattamento interventistico: dolore locale ed addominale anche intenso e durevole alcune ore,  ematomi locali e, come evenienza rara, emorragie interne e rotture d’organo.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
chirurgiche, se attuabili.

Nefrostomie

Regime:
ricovero ordinario
Indicazioni:
ostruzioni basse delle vie urinarie non trattabili endoscopicamente
Documentazione richiesta:

a) emocromo, azotemia, creatininemia, protidogramma, PTT.
b) ECG- Ecografia - TAC
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato

Sala Operativa:

angiografica

Preparazione del paziente:
Digiuno da 6 ore
Anestesia:
locale
Modalità di esecuzione:
sotto controllo radiografico o ecografico,  puntura percutanea di un calice renale con successivo posizionamento di un catetere atto a drenare esternamente l’urina.  Il paziente dovrà portare  il catetere di drenaggio, collegato ad una sacca di raccolta, per un periodo imprecisato, in attesa del ripristino a valle della via urinaria, che potrebbe essere attuato anche attraverso la stessa via nefrostomica.
Rischi e complicanze generici:
quelli derivanti dall’assunzione di mezzo di contrasto iodato “non ionico” (vedi ARTERIOGRAFIA).  Quelli derivanti dal trattamento interventistico: dolore locale anche inteso, ma di breve durata,  ematomi locali ed infezioni di varia entità e, in casi eccezionalmente rari, fratture renali.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
endoscopiche e chirurgiche, se attuabili.

Termoablazioni percutanee tumori

Regime:
ricovero ordinario
Indicazioni:
tumori primitivi e secondari non trattabili chirurgicamente
Documentazione richiesta:

a) emocromo, azotemia, creatininemia, transaminasi,     gammaGT, protidogramma, PTT.
b) ECG – Ecografia - TAC
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato

Sala Operativa:

angiografica

Preparazione del paziente:
Digiuno da 12 ore
Anestesia:
anestesia locale e con sedazione endovenosa cosciente
Modalità di esecuzione:
con centraggio ecografico o mediante TAC, attraverso la parete addominale o toracica,  posizionamento nel nodulo o nei noduli neoplastici di un ago elettrodo al fine di determinarne la distruzione mediante emissione locale di energia laser o da multifrequenza o da microonde.  La procedura potrebbe necessitare di più sedute. Sono previsti i seguenti effetti collaterali: dolore addominale trattabile con analgesici  – febbre per 2, 3 giorni – a volte versamenti pleurici reattivi, a risoluzione spontanea.
Rischi e complicanze generici:
quelli derivanti dal trattamento interventistico: ematomi locali e sottocapsulari, flogosi asettiche locali o peri epatiche, ascessualizzazione delle aree trattate per necrosi colliquativa. Insufficienza epatica. Ed inoltre il possibile parziale insuccesso del trattamento, eventualmente trattabile con chemioembolizzazione arteriosa.
Rischi e complicanze specifici:
quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)
Procedure alternative:
chemioembolizzazione arteriosa. Ablazioni chirurgiche, se attuabili.